Buonasera a tutti, siamo Nazareno e Anna Maria, una coppia di Civitanova Marche sposata dal 2004. Ci siamo confrontati fin dagli anni precedenti il matrimonio sull'eventuale possibilità di adottare un bambino nel caso in cui ci fossero stati problemi nella procreazione dei figli. Inoltre eravamo spinti da un sentimento di accoglienza per aiutare un bambino che soffrisse condizioni di estrema povertà, disagio sociale o violenza domestica. Perciò, quando nel 2010, dopo due aborti naturali, gli specialisti ci hanno detto che non era possibile per noi generare figli, abbiamo inviato al tribunale dei Minorenni di Ancona la richiesta di adozione di un bambino, specificando che eravamo disponibili anche ad accogliere minori con problemi di salute, purché curabili.
Dopo oltre due anni di attesa, abbiamo ottenuto il nulla osta e da quel momento l'iter per l'adozione ha conosciuto una decisa accelerata. Con l'associazione che ci aveva seguito in quel periodo abbiamo concordato il Paese in cui andare per l'adozione (tra quelli collegati all'ente) e le procedure successive da seguire. L'associazione ci ha assegnato l'Ucraina e nei mesi seguenti ha organizzato gli aspetti principali del nostro futuro soggiorno (un primo periodo di quattro settimane e un secondo di due): la prenotazione dei biglietti aerei, il contatto con la nostra futura accompagnatrice e traduttrice, ecc. Pochi giorni prima di Natale 2012 abbiamo ricevuto l'e-mail di convocazione per il dipartimento della Famiglia di Kiev: il 20 gennaio successivo ci saremmo dovuti presentare in quell'ufficio per scegliere il nostro futuro figlio. Le procedure di quel Paese prevedevano infatti che all'accoglimento della richiesta di adozione non conoscessimo l'identità del bambino; l'avremmo saputa al dipartimento. Qui ci è stato presentato un quadernone ad anelli con diverse schede di minorenni di ogni età ospiti degli istituti ucraini (una sorta di orfanotrofi). In base alla nostra età, il bambino da adottare non avrebbe dovuto essere minore di cinque anni. Dopo aver esaminato vari profili, dalla stanza accanto ci hanno portato la scheda di una bambina di cinque anni e mezzo che non era stata accettata da una coppia milanese: si chiamava Anna ed era affetta da emiparesi contratta alla nascita, che le aveva compromesso totalmente l'udito all'orecchio sinistro e parzialmente in quello destro; inoltre la gamba sinistra era un po' più gracile e il piede sinistro equino (poggiava a terra solo nella parte anteriore). Noi non abbiamo esitato un attimo e abbiamo scelto quella bambina, diventata poi nostra figlia, fiduciosi che in Italia avrebbe ricevuto le cure necessarie e avrebbe avuto una vita migliore.
Nelle settimane successive andavamo a vederla ogni giorno nel suo istituto, situato nella città di Bila Tserkva, a circa 80 km da Kiev, dove ci avevano assegnato un confortevole alloggio. L'Ucraina in quel periodo non era invitante perché dominata dal "generale" Inverno e coperta da una coltre di neve ghiacciata; le temperature massime di ogni giorno non superavano i 5°C, di notte scendevano sotto zero, e il cielo era sempre grigio. Ma con Anna (chiamata con affetto Anja) vedevamo il sole ed eravamo illuminati dalla sua gioia; con lei giocavamo e ci divertivamo, disegnavamo e facevamo altre attività in piena distensione, in una stanza dell'istituto riservata a noi.
Al termine del primo periodo trascorso in Ucraina, nel corso di un'udienza una giudice del tribunale locale ha sancito ufficialmente l'adozione della bambina, che era stata abbandonata dai genitori biologici a soli due mesi di vita e disconosciuta da essi all'età di due anni. Dopo un paio di settimane trascorse in Italia, ai primi di marzo siamo ritornati in Ucraina per sbrigare le ultime formalità e accogliere Anna nell'appartamento che ci è stato assegnato a Kiev. Il giorno in cui è venuta ad abitare con noi era il 13 marzo 2013, in coincidenza con l'elezione di papa Francesco. Una decina di giorni dopo siamo rientrati in Italia con lei e l'abbiamo accolta in casa, dove le avevamo preparato una cameretta. Ad aspettarci c'erano mia madre e i miei suoceri, ossia i suoi nonni, a cui lei è ancora molto affezionata.
Da allora Anna ha affrontato molte cure: è stata operata all'orecchio a Treviso (oggi usa l'impianto cocleare in entrambe le orecchie) e al piede all'istituto Rizzoli di Bologna. Ha frequentato un anno di scuola materna, poi le elementari e le medie e oggi è iscritta al quarto anno dell'indirizzo grafico di un istituto professionale. Si è sottoposta fin da piccola a varie cure in un centro di riabilitazione presso Civitanova Marche (psicomotricità, logoterapia e altro) e ha ricevuto i sacramenti della prima comunione e della cresima (non il battesimo, poiché esso risultava impartito da un vescovo ortodosso nel suo istituto ed era valido anche per la Chiesa cattolica).
A quasi tredici anni dall'adozione, siamo sempre più contenti della nostra decisione, anche considerando il fatto che ormai da troppo tempo l'Ucraina è sconvolta da una guerra di cui non si riesce a vedere la fine. Da quando è scoppiato il conflitto, Anna si informa sempre sulle vicende belliche ed è molto preoccupata per la sorte del suo Paese d'origine. Quando le armi taceranno, vorrebbe andarci per rimettere piede sulla terra che l'ha vista nascere e rivedere i luoghi della sua prima infanzia
Nazareno Micuccio
Anna Maria Giustozzi
Anna Micuccio