venerdì 6 febbraio 2026

CBF Balducci HR Macerata Paolella


 

CBF Balducci HR Macerata

Visita alla società del CT della nazionale femminile di pallavolo Julio Velasco

La CBF Balducci HR Macerata che milita nel campionato di serie A1 di pallavolo femminile, ha recentemente ricevuto la visita del CT della nazionale di pallavolo femminile Julio Velasco. Ci ha raccontato questa visita il Presidente della società Pietro Paolella.

Come è anvvenuta la visita del CT della nazionale femminile di pallavolo Julio Velasco?

“E’ stata una grande sorpresa anche per noi. Diciamo che lui si è sentito qualche tempo fa con il nostro allenatore dicendo che aveva piacere se poteva venire a vedere gli allenamenti della squadra; era anche un ritorno nelle Marche perché lui era partito da Jesi. Quindi c’erano pure delle situazione che gli faceva piacere passare una mezza giornata qui a Macerata e noi abbiamo, chiaramente, colto l’opportunità. E’ venuto per lavorare quindi ci ha chiesto tra l’altto, di  divulgare poco   la notizia perché altrimenti, come è logico che sia, era tempestato di domande. Però io ho avuto la fortuna di parlarci insomma, è come si pensa e come è: una grandissima persona, grande stratega, uno psicologo incredibile. Ma persona che ci si parla molto, molto, molto, bene”.

Quali suggerimenti vi ha dato per continuare questo buon campionato che fate, per migliorarsi al vostro allenatore e anche per continuare a migliorarvi a livello societario, magari?

“Ma, diciamo che lui ha spaziato su diversi argomenti anche quando ha parlato con la famiglia Balducci. Nel senso che i consigli più grandi che ci ha detto sono di stare attenti e di non bruciare troppo le tappe, nel senso che Macerata è una piazza importante come tante altre città importanti. Però non ci dimentichiamo che, se si vogliono raggiungere determinati successi, non bisogna affrettarsi troppo e fare cose ponderate soprattutto puntare sulle giovani perché essendo un club che non è che ci possiamo permettere al momento di fare spese pazze, la nostra politica è di fare passo dopo passo quindi di lavorare; anche perché abbiamo un allenatore che sa lavorare con le giovani, le giovani promettenti ci sono insomma di lavorare su questo. Poi se ci vogliono quattro anni se si lavora bene e questo lo sappiamo, i risultati insomma vengono. L’importante è non farsi bruciare perché se vuoi arrivare troppo presto poi diventa difficile poter proseguire. Insomma un passettino alla volta; questo è il consiglio più grande che ci ha dato”.

Tu gli sponsor ogni volta che parli, giustament, ci tieni a metterli in evidenza. Se lui ha parlato con la famiglia Balducci che è il vostro sponsor centrale, son sicuro che il socio più giovane (Si parla di Massimiliano Balducci) come lo chiamiamo noi, sarà stato molto contento di parlare con lui?

“Veramente il socio più giovane ieri non c’èra perché stava a La Spezia per lavoro. Però c’era Benedetta, c’era il Commendatore, c’era la mamma, in questi momenti, diciamo, la famiglia era ben composta mancava soltanto Massimiliano. Però, chiaramente, ha parlato una diecina di minuti con il Commendatore poi, sai, il nostro Commendatore è una persona molto molto piacevole con cui si parla bene. Quindi è anche una soddisfazione, un premio, che si meritavano anche loro perché effettivamente, parlare adesso o stare in contatto con l’allenatore campione del mondo, campione di tutto poi Velasco ha il suo fascino proprio come interpreta le varie soluzioni. Quindi è stato bello e positivo ed un regalo che ci ha fatto; questo è vero”.

Ecco, parlavamo prima del settore giovanile. Lui ci crede e che dice del vostro lavoro?

“Lui anche per questo sa che non siamo ai livelli di quelle quattro- cinque società che lavorano sicuramente con le giovanili, prerò stiamo facendo bene. Ha detto di proseguire, insomma, secondo il consiglio. Anche perché abbiamo un allenatore che sa lavorare con i giovani, abbiamo il responsabile tecnico del settore giovanile che è molto bravo su questo, quindi di percepire di continuare a lavorare assolutamente con i giovani perché le giovani ci sono, basta aver pazienza e dare la giusta fiducia”.

Che ne pensa del fatto che voi collabrate anche con una maschile avendo voi la collaborazione con la società di Mario Picchio?

“Ma lo abbiamo scivolato questo discorso. Nel senso che lui alle collaborazioni ci crede. Però è importante che le collaborazione più importanti le deve fare la società. Deve affidarsi ai professionisti, deve affidarsi alle persone, soprattutto nei settori giovanili, che curino molto bene i vari aspetti. Perché se una bambina, una ragazzina, faccio l’esempio di una pianta, non la tiri su bene potrebbe succedere che nell’albero non vengano radici insomma. Bisogna credere molto nei giovani”.

Ecco, a proposito di settore giovanile voi, recentemente, avete fatto un accordo con una società siciliana, se non vado errato. Di che si tratta?

“Si è la Futura Volley; la città di Santa Teresa. Si tratta che, praticamente, questa società si è messa in contatto tempo fa, noi l’abbiamo fatta parlare con Nicola il responsabile tecnico. Veramente le aspettative sono uguali a loro serviva qualcosa per evidenziarsi, per crescere, per fare queste cose così. Quindi abbiamo colto l’opportunità che potrebbe essere tale anche per la stessa società di Santa Teresa  e abbiamo cercato di  iniziare a fare dei progetti che vadano sulla stessa direzione sia per noi che per loro. Perché? Perché una società in A1 ha proprio bisogno di poter collaborare, di poter ampliare il proprio territorio; anche se il focus principale è il territorio nostro. Perché siamo di qui, siamo una società che ha creduto sempre nel proprio territorio. Però ecco, diciamo che se si vuole fare qualcosa di positivo bisogna un pochettino allargare gli orizzonti”.

Ecco. Andiamo però a parlare adesso della parte più triste adesso che volevo affrontare. Perché recentemente è venuto a mancare un arbitro importante, un amico per te, Luciano Gaspari. Che ne pensi? Che rapporto avevate voi oltrechè essere stati colleghi?

“Diciamo una grande perdita, una rarità, per tutto il mondo della pallavolo per i suoi settori, per l’amico Marco insomma; avevamo rapporti bellissimi perché quando stai insieme tanti anni, lui praticamente è quello che ci ha fatto scuola, ci a fatto imparare a stare sui campi da gioco. Luciano non è che lo scopro io. Lui è stato un maestro di tanti arbitri, ma un maestro per la pallavolo, un maestro importante, ha ricoperto ruoli fondamentali. Poi una malattia un po’ di tempo si è un po’ accanita. Povero Luciano, insomma, ci ha lasciato, però ha lasciato un grande vuoto. Persona impeccabile”.

So che a livello internazionale, specialmente nella FVB era molto rispettato e si era anche parlato di ruoli importanti nella FVB per lui?

“Si, si, hai saputo proprio bene. Poi, purtroppo come dicevamo prima, la malattia un po’ lo ha frenato e lui ha dovuto un pochettino mollare. Ma era portato perché è una persona seria, squisita e ci capiva. Poi era, tra l’altro, un grande simpaticone. Quindi, a volte, le squadre stesse quando arrivava Gaspari c’era rispetto. Ma non perché gli altri non meritano rispetto anzi lo meritano, ma  perché aveva quella sicurezza, quella simpatia quello charme, che non tutti hanno. Quindi per il settore arbitrale era qualcosa di bello e importante. Però la vita è questa e bisogna accettare quello che viene”.

Poi è stato tra i pochi arbitri italiani per lo meno che è andato nella hall of fame che è un premio meritato?

“Non è semplice arrivarci, ma sicuramente, è come dici te certo. Ma questo è perché, effettivamente, lui era molto ben visto dai vertici importanti internazonali perché, ti dico, era oltrechè capace, era una persona che sapeva discutere. Si metteva sempre in discussione e con lui si imparava sempre quindi. Però eccco, ti dico, a volte  probabilmente il Signore ha bisogno di tali fugure e se le porta via”.

So che lui ha lottato molto per le riforme della pallavolo giovanile. Ci credeva molto e soprattuto, era uno che diceva mi ricordo che anche non in serie A aete bisogno di allenare sempre con i doppi arbitri; queste cose quia insomma?

“Ma si, si, torniamo sempre lì. Ma non è che uno diventa bravo o grande perché; con gli anni, con l’esperienza, con il modo di fare, si ottengono certi risultati. Cioè lui era un leader anche quando non parlava. Quindi dava quella sicurezza e passava sulla sua figura per far si che determinate situazioni venivano bene. Quindi ecco, come si dice, quello che toccava gli veniva bene, tutto dono di natura che aveva mettendosi sempre a disposizione degli altri, perché lui ha insegnato a tanti, insegnava la vita.

Io da quello che ho notato in tanti anni che l’ho visto arbitrare, come si dice nel gergo sportivo della pallavolo, non era un cartellinaro e i cartellini li aveva in tasca, ma se li dimenticava. Lui parlava sempre notavo, se c’era un problea?

“Bravo, Bravo, questa è un’altra cosa importante. Lui la metteva sul dialogo e, certo non è che si metteva a fare i comizi, però bastava lo sguardo al giocatore, due parole. Perché? Perché se lo poteva permettere poiché non occorre reprimere, l’importante è non offendere mai una persona. Lui aveva questa capacità che bastava uno sguardo, un’occhiata ed era Luciano Gaspari. Chiaramente Marco grande amico, grande persona e si dedica anche lui bene allo sport perché ricordiamoci che il figlio sono diversi anni che sta a livelli altissimi”.

Ecco. Lui allena e ha sfiorato anche diversi traguardi. Quanto c’è di Luciano Gaspari nel modo di lavorare del figlio in panchina?

“Diciamo personalmente come conosco Marco e conosco Luciano c’è tanto del suo carattere, della sua volontà e della sua educazione. Poi i risultati a volte vengono  e a volte non vengono, però Marco è una grandissima persona, sa il fatto suo. Chiaramente avendo avuto un maestro come il papà, qualcosa sicuramente ha preso. Ma, soprattutto, ha preso l’educazione e il modo di stare insieme e la simpatia perché questo è. È uno che ha volato sempre basso”.

C’è un nuovo Luciano Gaspari nella classe arbitrale di oggi, secondo te?

“No. C’è qualcuno che gli assomiglia, ma a parte che ognuno di noi e fatto a modo suo; parliamo di una persona molto difficile da imitare. Arriverà sicuramente al momento personalmente non lo vedo. Poi io il mondo arbitrale, purtroppo, facendo il Presidente non lo vivo più, non posso nemmeno farlo. Però, vedendo sui campi, qualcuno prova un pochettino a prendere le sue sembranze, ma di Luciano al monento, ce ne era uno solo”.

Vuoi aggiungere altre cose prima di chiudere?

“No, no, ringrazio a tutti per l’attenzione, in bocca al lupo a tutti e grazie sempre per il tempo che ci dedichi”.

 

giovedì 5 febbraio 2026

Rinnovo del Comitato Nazionale di Acli Terra

 


Il maceratese Venanzio Pennesi eletto all’interno del Comitato stesso

Venanzio Pennesi delle Acli maceratesi è stato recentemente eletto nel Comitato Nazionale di Acli Terra. In questa intervista ci racconta le idee che porterà nel corso di questo suo nuovo incarico.

Questa è una riconferma o una nuova esperienza?

“Allora, prima di tutto Francesco ci tenevo a ringraziarti per questa opportunità che mi dai ancora di parlare con te ed i tuoi ascoltatori. Allora questa è una prima esperienza, perché come Acli Terra siamo rinati a fine 2024 precisamente a ridosso del natale 2024 e abbiamo lavorato quest’anno per creare qualcosa di concreto fino a che al congresso nazionale di quest’anno, mi è stato proposto di candidarmi perché ero delegato per il congresso nazionale e sono rientrato tra i componenti del comitato nazionale perché per Acli Terra il Consiglio nazionale si chiama Comitato nazionale. Poi il Presidente Tavoletta che è stato il primo degli eletti con una percentuale bulgara perché si avvicinava al 90% dei voti come candidato, mi ha voluto in presidenza nazionale. Quindi da questo lunedì, da pochi giorni, da due, sono stato nominato come membro di presidenza invitato permanente che mi permette, appunto, di essere vicino al Presidente e poi vediamo prossimamente ruoli e deleghe. Non so se è perché sono bravo o gli sono stato simpatico, però sono molto contento di questa nomina perché è un riconoscimento per la provincia di Macerata per quello che sta facendo negli ultimi anni e anche per il territorio delle Marche che tanto in questi mesi si sta impegnando”.

Ecco, infatti. Che cosa è stato fatto di importante nelle Marche per Acli Terra?

“Allora per Acli Terra diciamo che la provincia storica Acli Terra nelle Marche è Ascoli Piceno. Tant’è che ha molti più tesserati rispetto a noi o rispetto alla provincia di Fermo che ufficialmente è nata proprio il 22 gennaio dopo che in questi mesi abbiamo avuto diversi incontri far capire quello che potevano fare, non potevano fare. Io in particolar modo mi sono speso in maniera importante. Abbiamo cercato innanzitutto di iniziare a riallacciare i rapporti con le istituzioni; tant’è che anche il Presidente Nicola Tavoletta che saluto e ringrazio ancora una volta, è venuto divese volte qui nelle Marche e siamo andati insieme a parlare con alcuni sindaci qui delle Marche e in Regione Marche per capire come potessimo iniziare a collaborare con le istituzioni e da qui adesso, ti posso dire che tra qualche giorno avremo l’ufficialità della creazione anche del livello regionale di Acli Terra qui nelle Marche e i nostri obieettivi sono quelli di andare a pensare alle zone interne perché purtroppo, stiamo assistendo a una sorta di spopolamento di servizi e, di conseguenza, anche di persone, soprattutto dopo il terremoto. Se pensiamo che molte zone dell’entroterra italiano marchigiano, ovviamente, perché sono qua le conosco meglio ma italiano, sta perdendo ma anche piuttosto che spostare gli uffici postali, capisci che c’è qualcosa che non quadra e non funziona più un sistema Italia che una volta era vincente nella capillarità”.

Tu nelle Acli e non solo hai fatto molte cose. Arrivare a un incarico nazionale di questo genere per te che segnale è e che prestigio è, se vogliamo dire così?

“Allora, devo essere sincero. Quando mi sono affacciati ad Acli Terra mi sono affacciato per volontà del Presidente delle Acli pronciali Ottorino Torresi e discutendo in sede provinciale, dicevamo che avevamo necessità di acquisire anche questo spozio; quindi tornare a parlare di agricoltura, di pesca e di ambiente, cosa che ci permette di fare Acli Terra. Io mi sono solo messo a lavorare. Onestamente non avevo velleità di questo tipo. Quando mi è stato chiesto se volessi candidarmi al Comitato nazionale ho detto ok se c’è bisogno di una mano molto volentieri. Tu Francesco ormai mi conosci da venti anni, sai che mi piace sporcarmi le mani, piace comunicare, piace far sapere le cose e, soprattutto, mi piace lavorare in gruppo. Quando c’è questa opportunità per me è importante. Allora ho detto se mi viene chiesta la disponibilità, evidentemente posso essere utile per qualcosa. E questo sto facendo perché poi, insieme al Presidente Tavoletta anche nello scorso anno, pur essendo neofita, siamo stati a Orbetello perché c’è una grande collaborazione con la cooperativa di pescatori della laguna di Orbetello; quindi, anche con Radiomonteco abbiamo fatto delle dirette durante la maratona che mette in mostra quel territorio. Ho scoperto i prodotti della laguna di Orbetello e in grande lavoro che fanno. Poi siamo stati a Rimini, per parlare dell’Adriatico che negli ultimi anni sta subendo a seguito del cambiamento climatico riscaldaento, anzi nell’Adriatico un cambiamento proprio della fauna subacqua e, quindi, ci siamo mossi in questo senso. Quindi ho detto si, sono al servizio, quello che so fare lo metto al servizio e vediamo se sarò in grado. L’impegno c’è sicuramente se poi sarò in grado, come si dice in questi casi, ai posteri l’ardua sentenza”.

Questa è una grande opportunità, l’hai accennata, anche per Radiomonteco web la tua radio. Perché, comunque, tu dai notizie, da quello che ho capito, anche in radio di Acli Terra e non solo di Acli Terra?

“Guarda, negli ultimi tempi purtroppo per motivi di tempo degli altri colleghi di Radiomonteco Web, ci siamo solo dedicati praticamente allo sport. Ma con Voci nella notte stiamo riprendendo in queste settimane; parliamo anche di altri temi. Noi abbiamo la fortuna che Nicola Tavoletta, il Presidente nazionale, è molto spesso ospite di noi a parlare di calcio. Da quest’anno avremo sicuramente anche delle collaborazioni con Acli Terra e con altri intenti nazionali, insieme all’amico giornalista Francesco Vitale di Roma, proprio perché vorremo tornare a parlare dell’aspetto valoriale dell’agricoltura, della pesca, ma del lavoro in generale. Una piccola precisazione; il lavoro che ha fatto il Presidente Tavoletta sul territorio di costituire nella provincia ha portato che tra poco tempo, avremo Acli Terra, quindi le Acli, presenti allo Cnel che non è altro che l’ente nazionale che si occupa per esempio, della gestione dei contratti collettivi eccetera eccetera. Grazie alla provincia, grazie anche a Macerata quindi, potremmo iscriverci. Qundi andare a parlare proprio lì anche dei lavoratori e non è una cosa da poco. Tornare a parlare del valore del lavoro, dei valori nel lavoro, credo che sia importante in un momento storico come questo”.

Hai già in mente tanti progetti da proporre a livello nazionale considerando che noi, travirgolette, ci rassomigliamo, nel senso che le nostre teste non si fermano mai nemmeno quando dormono, diciamo così?

“Guarda Francesco, proprio questa mattina sono stato al telefono con una dirigente scolastica che mi conosce benissimo e mi ha proposto un progetto di cui abbiamo parlato tempo fa, in cui si tratta di andare a mettere in evidenza il territorio. E, quindi, si. Io ho già in testa molti progetti, vediamo cosa si potrà portare avanti e vediamo anche poi, se il Presidente Tavoletta nello specifico, vorrà affidarmi degli incarichi particolari da portare avanti. Quindi dovrò far conoscere questi progetti. Però il mio sogno; allora io dico sempre una cosa: in Italia noi se fossimo bravi a fare turismo e a far valere i nostri territori, potremmo vivere per buona parte di turismo ok? Che possa essere poi, perché abbiamo un ristorante, piuttosto che un museo, piuttosto che un bar, piuttosto che una struttura ricettiva no? Piuttosto che un’azienda agricola; però noi non li sappiamo apprezzare. Allora quello che è il mio sogi no è far apprezzare i nostri territori prima ai residenti come si dice in questi casi e poi portarli fuori. Perché in un momento storico, appunto, come questo per esempio la calzatura qui nel maceratese –fermano purtroppo, è in una grossa crisi. Riuscissimo, invece, a riappropriarci di quello che sapevamo fare agli inizi del ‘900 e cioè: l’agricoltura e la pesca secondo me, avremo nuove opportunità di lavoro fatte con tecnologie moderne, fatte con un no how diverso rispetto a quello che avevano i nostri nonni, ma che possano veramente essere una risorsa per il territorio”.

Scusa la domanda personale, ma è un po’ d’obbligo. Ma tua moglie come ha preso, come partecipa a queste tue iniziative, a questi tuoi incarichi, perché la famiglia per te è importante. Ma è importante sempre quando ci sono questi incarichi così che portano spesso fuori territorio con tante riunioni eccetera no? Quindi volevo capire come sei stato incoraggiato dalla famiglia?

“Mia moglie, purtroppo, mi conosce bene; sa che io sono sempre in fermento ok. E, quindi, fa fatica a volte a frenarmi. Ma molte volte non vuole frenarmi perché vede, credo, che io ci metto passione. È una santa donna e senza di lei non potrei portare avanti queste attività; nel senso senza il suo appoggio. Ovviamente quando accetto una storia nuova, un incarico nuovo, devo fare spazio a questa storia, a questo incarico nuovo, tagliando un po’ quello che è non dico meno importante, ma che in quel momento non è necessario, ok? Quindi, ovviamente, cerco di barcamenarmi. Poi oggi, ripeto, abbiamo la fortuna che con la tecnologia possiamo anche fare riunioni on line e ci permettono di ottimizzare i tempi; non per forza essere a Milano, piuttosto che a Roma, piuttosto che in Puglia e andare quando è veramente necessaria la presenza fisica. Per ora mi accompagna e mi assiste. Infatti ad alcuni eventi porto anche la famiglia a volte che mi fa compagnia e mi sta dietro. Però, diciamo, che è chiaro che questa è un’opportunità da dover perseguire perché uno come me che dedica tantissimo ha l’opportunità in questo senso di poter sporcarsi le mani in maniera concreta, sarebbe stato un peccato non passare dalla teoria alla pratica”.

L’Acli maceratese che opportunità di crescita ha da questo tuo incarico?

“Le Acli di Macerata la crescita ce l’hanno dentro, perché da qualche anno si è intavolata una ristrutturazione associativa in questo senso. Soprattutto adesso con il Presidente Torresi abbiamo avuto un ricambio nuovo perché siamo lontani dal covid, lontani dal terremoto e si sta partendo con una maniera diversa. Ora abbiamo tirato dentro anche Acli Terra, si è ristrutturata la sede provinciali lì a Macerata e abbiamo una ragazza che segue i progetti continuamente e stiamo cercando di andare, di avvicinare, quelle realtà un po’ più periferiche che si erano perse, facendo i progetti anche con la Caritas, nuovi progetti li stiamo imbastendo proprio in questi giorni caro Francesco e poi adesso il nostro obiettivo è quello di tornare a far vivere anche i giovani delle Acli a Macerata, perché un’associazione come la nostra se non guada ai giovani non guarda al futuro e se non guardi al futuro rischi di morire”.

Già lo state facendo con lo sport perché anche lì siente molto attivi è. Anzi in questo caso volevo ricordare un nostro amico, un nostro collega, purtroppo scomparso da pochi mesi, Luciano Borgiani. Che dolore è?

“Si, si, si. Sai l’US Acli ha una figura a Macerata che è trainante e veramente fondamentale. La colonna storica di US Acli è Ulisse Gentilozzi. E’ una colonna anche per l’US Acli regionale. Ulisse veramente si carica di tutto. Debbo fargli i complimenti perché cominciano a passare gli anni anche per lui; ma lui non si ferma un attimo. US Acli è un ottimo mezzo per i giovani questo indubbiamente e bisogna sempre reinventars perché poi,  purtroppo, anche per le associazioni sportive aumentano sempre di più quelle che sono le responsabilità e allora si cerca di barcamenarsi anche nelle normative e cercare di  dare sostegno a quelle realtà associative- sportive che cercano, appunto, di fare bene nei territori. Oggi poi sport è considerato anche il gioco del burraco, gli scacchi, le passeggiate che vanno sempre più di moda per conoscere i territori. Quindi non per forza la corsa. Una sorta di turismo lento che, attraverso le attività, permette anche di conoscere le realtà dei posti. Allora, ecco, che vedi che le Acli cominciano da qualche anno a voler rivalutare il territorio, perché tutte le attività sono volte a far conoscere il territorio. E’ un nuovo modo di fare associazione, è un nuovo modo di fare convivialità. Però, credo, che sia la cosa più opportuna”.

Ho notato più ascolto da parte delle istituzioni anche nazionali per l’Acli ed anche da parte del Governo. L’hai notato pure tu?

“Ma, sai, le Acli pur essendo un’associazione composta da tanti rami e da tante persone, prevedono al proprio interno tante anime. Quindi c’è chi la vede in un modo, chi la vede in un altro. Ma tendono sempre di più a non avere per forza lacci e lacciuoli con la politica, ma tendono a mettere al centro i principi. Se ci fai caso con la carovana della pace, non so se tu sai che io ho scritto l’inno della Carovana della pace, coaì come ho scritto l’inno di Acli Terra, questa te la dico non so se la sapevi. Praticametne le Acli hanno messo la centro il messaggio della pace; un principio universale. E, quindi, non ci è interessato di essere contro qualcuno, contro qualcosa. Sai in questi ultimi anni c’è questa tendenza d’ essere contro e non si parla più di amore, non si parla più di principi. Invece le Acli con la Carovana della pace hanno detto: a noi non interessa essere contro qualcuno, a noi interessa essere a favore della pace e questo è rivoluzionario. E’ rivoluzionario perché per la prima volta un ente importante a livello nazionale non è contro qualcuno, ma è semplicemente a favore della pace. E’ questa un po’ la differenza, forse con la politica in questo momento”.

Vuoi aggiungere altre cose prima di chiudere?

“Credo che abbiamo detto già tante cose. Non vorrei tediare a te e hai tuo ascoltatori Francesco. Grazie perché sei sempre disponibile”.

 https://www.youtube.com/watch?v=HYdUCQKrTH0

Comunicato ufficiale sulla nomina di Venanzio Pennesi nel Comitato Nazionale di Acli Terra inviatoci dallo stesso Venanzio Pennesi.

 

 

*Acli Terra: Venanzio Pennesi entra a far parte della Presidenza Nazionale di Acli Terra: Le Marche protagoniste del rilancio delle aree interne e della pesca.*

 

MACERATA – Si è concluso con un importante riconoscimento per il territorio marchigiano l’8° Congresso Nazionale di Acli Terra, svoltosi a Bologna il 22 e 23 gennaio 2026. Venanzio Pennesi, Presidente di Acli Terra Macerata, è stato eletto nel Comitato Nazionale dell’associazione.

 

Il riconfermato Presidente Nazionale, Nicola Tavoletta, ha voluto dare un ulteriore segnale di fiducia al lavoro svolto nelle Marche, chiamando Pennesi a far parte della sua squadra di presidenza nazionale in qualità di invitato permanente.

 

Un risultato che corona un percorso di crescita associativa costante: Pennesi è stato infatti tra i protagonisti della nascita di Acli Terra Fermo e figura oggi tra i principali promotori della costituzione di Acli Terra Marche, la struttura regionale dell'associazione professionale agricola delle Acli dedicata allo sviluppo del mondo rurale, delle marinerie e dei territori.

 

L’elezione ai vertici nazionali non è un punto di arrivo, ma il consolidamento di un lavoro iniziato da tempo. Già nel corso dell'ultimo anno, Acli Terra ha avviato i primi contatti con la Regione Marche e con diverse amministrazioni locali. L’obiettivo è quello di concertare azioni concrete e proposte politiche che rispondano alle reali esigenze del comparto agricolo e ittico marchigiano.

 

Le dichiarazioni di Venanzio Pennesi:

"Sono molto felice per questa nuova avventura ed è per me un orgoglio poter rappresentare la nostra regione nel Comitato Nazionale e portare le istanze del nostro territorio in presidenza", ha dichiarato Pennesi. "In questi mesi di confronto con il Presidente Tavoletta, che ha visitato più volte Macerata, ci siamo focalizzati su una priorità assoluta: le aree interne."

 

Secondo Pennesi, occuparsi di questi territori non è un’operazione nostalgica: "Non si tratta solo di 'salvare i borghi', ma di attuare una strategia complessa per contrastare l’abbandono di zone distanti dai servizi essenziali, ma che restano la colonna vertebrale del Paese. Inoltre, la pesca è per noi un settore vitale che non può essere lasciato in balia degli eventi. Tecnologia, mutamenti climatici e nuovi tessuti sociali ci impongono di ripensare l’attività produttiva senza dimenticare il rispetto e la promozione dell'ambiente. C'è tanto da fare, ma mettersi in moto è già un grande punto di partenza."

 

Informazioni e contatti:

Acli Terra Macerata invita cittadini, agricoltori e operatori del settore a seguire le attività sui canali social ufficiali o a mettersi in contatto con la sede per approfondire i temi trattati:

 

Email: macerata@acliterra.it

 

Telefono: 0733 230611

 

Sede: Piazza Mazzini, 45 – Macerata