Il maceratese Venanzio Pennesi eletto all’interno del Comitato stesso
Venanzio Pennesi delle Acli maceratesi è stato recentemente eletto nel Comitato Nazionale di Acli Terra. In questa intervista ci racconta le idee che porterà nel corso di questo suo nuovo incarico.
Questa è una riconferma o una nuova esperienza?
“Allora, prima di tutto Francesco ci tenevo a ringraziarti per questa opportunità che mi dai ancora di parlare con te ed i tuoi ascoltatori. Allora questa è una prima esperienza, perché come Acli Terra siamo rinati a fine 2024 precisamente a ridosso del natale 2024 e abbiamo lavorato quest’anno per creare qualcosa di concreto fino a che al congresso nazionale di quest’anno, mi è stato proposto di candidarmi perché ero delegato per il congresso nazionale e sono rientrato tra i componenti del comitato nazionale perché per Acli Terra il Consiglio nazionale si chiama Comitato nazionale. Poi il Presidente Tavoletta che è stato il primo degli eletti con una percentuale bulgara perché si avvicinava al 90% dei voti come candidato, mi ha voluto in presidenza nazionale. Quindi da questo lunedì, da pochi giorni, da due, sono stato nominato come membro di presidenza invitato permanente che mi permette, appunto, di essere vicino al Presidente e poi vediamo prossimamente ruoli e deleghe. Non so se è perché sono bravo o gli sono stato simpatico, però sono molto contento di questa nomina perché è un riconoscimento per la provincia di Macerata per quello che sta facendo negli ultimi anni e anche per il territorio delle Marche che tanto in questi mesi si sta impegnando”.
Ecco, infatti. Che cosa è stato fatto di importante nelle Marche per Acli Terra?
“Allora per Acli Terra diciamo che la provincia storica Acli Terra nelle Marche è Ascoli Piceno. Tant’è che ha molti più tesserati rispetto a noi o rispetto alla provincia di Fermo che ufficialmente è nata proprio il 22 gennaio dopo che in questi mesi abbiamo avuto diversi incontri far capire quello che potevano fare, non potevano fare. Io in particolar modo mi sono speso in maniera importante. Abbiamo cercato innanzitutto di iniziare a riallacciare i rapporti con le istituzioni; tant’è che anche il Presidente Nicola Tavoletta che saluto e ringrazio ancora una volta, è venuto divese volte qui nelle Marche e siamo andati insieme a parlare con alcuni sindaci qui delle Marche e in Regione Marche per capire come potessimo iniziare a collaborare con le istituzioni e da qui adesso, ti posso dire che tra qualche giorno avremo l’ufficialità della creazione anche del livello regionale di Acli Terra qui nelle Marche e i nostri obieettivi sono quelli di andare a pensare alle zone interne perché purtroppo, stiamo assistendo a una sorta di spopolamento di servizi e, di conseguenza, anche di persone, soprattutto dopo il terremoto. Se pensiamo che molte zone dell’entroterra italiano marchigiano, ovviamente, perché sono qua le conosco meglio ma italiano, sta perdendo ma anche piuttosto che spostare gli uffici postali, capisci che c’è qualcosa che non quadra e non funziona più un sistema Italia che una volta era vincente nella capillarità”.
Tu nelle Acli e non solo hai fatto molte cose. Arrivare a un incarico nazionale di questo genere per te che segnale è e che prestigio è, se vogliamo dire così?
“Allora, devo essere sincero. Quando mi sono affacciati ad Acli Terra mi sono affacciato per volontà del Presidente delle Acli pronciali Ottorino Torresi e discutendo in sede provinciale, dicevamo che avevamo necessità di acquisire anche questo spozio; quindi tornare a parlare di agricoltura, di pesca e di ambiente, cosa che ci permette di fare Acli Terra. Io mi sono solo messo a lavorare. Onestamente non avevo velleità di questo tipo. Quando mi è stato chiesto se volessi candidarmi al Comitato nazionale ho detto ok se c’è bisogno di una mano molto volentieri. Tu Francesco ormai mi conosci da venti anni, sai che mi piace sporcarmi le mani, piace comunicare, piace far sapere le cose e, soprattutto, mi piace lavorare in gruppo. Quando c’è questa opportunità per me è importante. Allora ho detto se mi viene chiesta la disponibilità, evidentemente posso essere utile per qualcosa. E questo sto facendo perché poi, insieme al Presidente Tavoletta anche nello scorso anno, pur essendo neofita, siamo stati a Orbetello perché c’è una grande collaborazione con la cooperativa di pescatori della laguna di Orbetello; quindi, anche con Radiomonteco abbiamo fatto delle dirette durante la maratona che mette in mostra quel territorio. Ho scoperto i prodotti della laguna di Orbetello e in grande lavoro che fanno. Poi siamo stati a Rimini, per parlare dell’Adriatico che negli ultimi anni sta subendo a seguito del cambiamento climatico riscaldaento, anzi nell’Adriatico un cambiamento proprio della fauna subacqua e, quindi, ci siamo mossi in questo senso. Quindi ho detto si, sono al servizio, quello che so fare lo metto al servizio e vediamo se sarò in grado. L’impegno c’è sicuramente se poi sarò in grado, come si dice in questi casi, ai posteri l’ardua sentenza”.
Questa è una grande opportunità, l’hai accennata, anche per Radiomonteco web la tua radio. Perché, comunque, tu dai notizie, da quello che ho capito, anche in radio di Acli Terra e non solo di Acli Terra?
“Guarda, negli ultimi tempi purtroppo per motivi di tempo degli altri colleghi di Radiomonteco Web, ci siamo solo dedicati praticamente allo sport. Ma con Voci nella notte stiamo riprendendo in queste settimane; parliamo anche di altri temi. Noi abbiamo la fortuna che Nicola Tavoletta, il Presidente nazionale, è molto spesso ospite di noi a parlare di calcio. Da quest’anno avremo sicuramente anche delle collaborazioni con Acli Terra e con altri intenti nazionali, insieme all’amico giornalista Francesco Vitale di Roma, proprio perché vorremo tornare a parlare dell’aspetto valoriale dell’agricoltura, della pesca, ma del lavoro in generale. Una piccola precisazione; il lavoro che ha fatto il Presidente Tavoletta sul territorio di costituire nella provincia ha portato che tra poco tempo, avremo Acli Terra, quindi le Acli, presenti allo Cnel che non è altro che l’ente nazionale che si occupa per esempio, della gestione dei contratti collettivi eccetera eccetera. Grazie alla provincia, grazie anche a Macerata quindi, potremmo iscriverci. Qundi andare a parlare proprio lì anche dei lavoratori e non è una cosa da poco. Tornare a parlare del valore del lavoro, dei valori nel lavoro, credo che sia importante in un momento storico come questo”.
Hai già in mente tanti progetti da proporre a livello nazionale considerando che noi, travirgolette, ci rassomigliamo, nel senso che le nostre teste non si fermano mai nemmeno quando dormono, diciamo così?
“Guarda Francesco, proprio questa mattina sono stato al telefono con una dirigente scolastica che mi conosce benissimo e mi ha proposto un progetto di cui abbiamo parlato tempo fa, in cui si tratta di andare a mettere in evidenza il territorio. E, quindi, si. Io ho già in testa molti progetti, vediamo cosa si potrà portare avanti e vediamo anche poi, se il Presidente Tavoletta nello specifico, vorrà affidarmi degli incarichi particolari da portare avanti. Quindi dovrò far conoscere questi progetti. Però il mio sogno; allora io dico sempre una cosa: in Italia noi se fossimo bravi a fare turismo e a far valere i nostri territori, potremmo vivere per buona parte di turismo ok? Che possa essere poi, perché abbiamo un ristorante, piuttosto che un museo, piuttosto che un bar, piuttosto che una struttura ricettiva no? Piuttosto che un’azienda agricola; però noi non li sappiamo apprezzare. Allora quello che è il mio sogi no è far apprezzare i nostri territori prima ai residenti come si dice in questi casi e poi portarli fuori. Perché in un momento storico, appunto, come questo per esempio la calzatura qui nel maceratese –fermano purtroppo, è in una grossa crisi. Riuscissimo, invece, a riappropriarci di quello che sapevamo fare agli inizi del ‘900 e cioè: l’agricoltura e la pesca secondo me, avremo nuove opportunità di lavoro fatte con tecnologie moderne, fatte con un no how diverso rispetto a quello che avevano i nostri nonni, ma che possano veramente essere una risorsa per il territorio”.
Scusa la domanda personale, ma è un po’ d’obbligo. Ma tua moglie come ha preso, come partecipa a queste tue iniziative, a questi tuoi incarichi, perché la famiglia per te è importante. Ma è importante sempre quando ci sono questi incarichi così che portano spesso fuori territorio con tante riunioni eccetera no? Quindi volevo capire come sei stato incoraggiato dalla famiglia?
“Mia moglie, purtroppo, mi conosce bene; sa che io sono sempre in fermento ok. E, quindi, fa fatica a volte a frenarmi. Ma molte volte non vuole frenarmi perché vede, credo, che io ci metto passione. È una santa donna e senza di lei non potrei portare avanti queste attività; nel senso senza il suo appoggio. Ovviamente quando accetto una storia nuova, un incarico nuovo, devo fare spazio a questa storia, a questo incarico nuovo, tagliando un po’ quello che è non dico meno importante, ma che in quel momento non è necessario, ok? Quindi, ovviamente, cerco di barcamenarmi. Poi oggi, ripeto, abbiamo la fortuna che con la tecnologia possiamo anche fare riunioni on line e ci permettono di ottimizzare i tempi; non per forza essere a Milano, piuttosto che a Roma, piuttosto che in Puglia e andare quando è veramente necessaria la presenza fisica. Per ora mi accompagna e mi assiste. Infatti ad alcuni eventi porto anche la famiglia a volte che mi fa compagnia e mi sta dietro. Però, diciamo, che è chiaro che questa è un’opportunità da dover perseguire perché uno come me che dedica tantissimo ha l’opportunità in questo senso di poter sporcarsi le mani in maniera concreta, sarebbe stato un peccato non passare dalla teoria alla pratica”.
L’Acli maceratese che opportunità di crescita ha da questo tuo incarico?
“Le Acli di Macerata la crescita ce l’hanno dentro, perché da qualche anno si è intavolata una ristrutturazione associativa in questo senso. Soprattutto adesso con il Presidente Torresi abbiamo avuto un ricambio nuovo perché siamo lontani dal covid, lontani dal terremoto e si sta partendo con una maniera diversa. Ora abbiamo tirato dentro anche Acli Terra, si è ristrutturata la sede provinciali lì a Macerata e abbiamo una ragazza che segue i progetti continuamente e stiamo cercando di andare, di avvicinare, quelle realtà un po’ più periferiche che si erano perse, facendo i progetti anche con la Caritas, nuovi progetti li stiamo imbastendo proprio in questi giorni caro Francesco e poi adesso il nostro obiettivo è quello di tornare a far vivere anche i giovani delle Acli a Macerata, perché un’associazione come la nostra se non guada ai giovani non guarda al futuro e se non guardi al futuro rischi di morire”.
Già lo state facendo con lo sport perché anche lì siente molto attivi è. Anzi in questo caso volevo ricordare un nostro amico, un nostro collega, purtroppo scomparso da pochi mesi, Luciano Borgiani. Che dolore è?
“Si, si, si. Sai l’US Acli ha una figura a Macerata che è trainante e veramente fondamentale. La colonna storica di US Acli è Ulisse Gentilozzi. E’ una colonna anche per l’US Acli regionale. Ulisse veramente si carica di tutto. Debbo fargli i complimenti perché cominciano a passare gli anni anche per lui; ma lui non si ferma un attimo. US Acli è un ottimo mezzo per i giovani questo indubbiamente e bisogna sempre reinventars perché poi, purtroppo, anche per le associazioni sportive aumentano sempre di più quelle che sono le responsabilità e allora si cerca di barcamenarsi anche nelle normative e cercare di dare sostegno a quelle realtà associative- sportive che cercano, appunto, di fare bene nei territori. Oggi poi sport è considerato anche il gioco del burraco, gli scacchi, le passeggiate che vanno sempre più di moda per conoscere i territori. Quindi non per forza la corsa. Una sorta di turismo lento che, attraverso le attività, permette anche di conoscere le realtà dei posti. Allora, ecco, che vedi che le Acli cominciano da qualche anno a voler rivalutare il territorio, perché tutte le attività sono volte a far conoscere il territorio. E’ un nuovo modo di fare associazione, è un nuovo modo di fare convivialità. Però, credo, che sia la cosa più opportuna”.
Ho notato più ascolto da parte delle istituzioni anche nazionali per l’Acli ed anche da parte del Governo. L’hai notato pure tu?
“Ma, sai, le Acli pur essendo un’associazione composta da tanti rami e da tante persone, prevedono al proprio interno tante anime. Quindi c’è chi la vede in un modo, chi la vede in un altro. Ma tendono sempre di più a non avere per forza lacci e lacciuoli con la politica, ma tendono a mettere al centro i principi. Se ci fai caso con la carovana della pace, non so se tu sai che io ho scritto l’inno della Carovana della pace, coaì come ho scritto l’inno di Acli Terra, questa te la dico non so se la sapevi. Praticametne le Acli hanno messo la centro il messaggio della pace; un principio universale. E, quindi, non ci è interessato di essere contro qualcuno, contro qualcosa. Sai in questi ultimi anni c’è questa tendenza d’ essere contro e non si parla più di amore, non si parla più di principi. Invece le Acli con la Carovana della pace hanno detto: a noi non interessa essere contro qualcuno, a noi interessa essere a favore della pace e questo è rivoluzionario. E’ rivoluzionario perché per la prima volta un ente importante a livello nazionale non è contro qualcuno, ma è semplicemente a favore della pace. E’ questa un po’ la differenza, forse con la politica in questo momento”.
Vuoi aggiungere altre cose prima di chiudere?
“Credo che abbiamo detto già tante cose. Non vorrei tediare a te e hai tuo ascoltatori Francesco. Grazie perché sei sempre disponibile”.
https://www.youtube.com/watch?v=HYdUCQKrTH0
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