Ecco un importante convegno sociale ospitato recentemente da parte dell’Università di Macerata.
Il 4 marzo 2026 l’associazione Insieme in sicurezza di Macerata presieduta dal dottor Romeo Renis ha organizzato un inportante convegno che era intitolato: “Violenza di genere radici culturali, dinamiche psicologiche e interventi. Alla manifestazione che è stata ospitata presso il Polo Bertelli sede della facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Macerata per la prima parte, sono intervenuti: Lucia Nardi scrittrice, Mina Sedev dell’Università di Macerata, Tiziana Tombesi vice presidente associazione Insieme in sicurezza, Alessandra Fermani docente di psicologia sociale dell’Università di Macerata, Simona Cardinaletti che ha scritto il libro: “Il sesso debole” ed Elisa Giusti, coordinatrice servizi antiviolenza della cooperativa “Il Faro” di Macerata. La prima parte del convegno ha preso il via alle ore 11,00, mentre la seconda ha preso il via alle 16,00 presso la Biblioteca Statale di Macerata sita in via Garibaldi 20. In questa seconda sessione dei lavori sono intervenuti: gli stessi ospiti del mattino e si è avuta anche la presenza di Marina Lombardello del direttivo dell’associazione Insieme in sicurezza ed è stato presentato il video: “Silenzi interrotti del dottor ingegner Antonio Cristofanelli Broglio. Alla fine della manifestazione abbiamo intervistato la professoressa Alessandra Fermani.
Innanzitutto, quale è il filo rosso che legava tutti gli ospiti presenti all’evento?
“L’associazione Insieme in sicurezza che è presieduta da Romeo Renis da alcuni anni collabora con l’Università di Macerata su tematiche relative alla prevenzione e alla sensibilizzazione. Quest’anno il tema che è stato scelto è stato quello della violenza contro le donne. Il filo rosso è stato quello, appunto, di cercare di comprendere il fenomeno e prevenirlo attraverso una modalità interdisciplinare che ha visto coinvolte professioniste dell’aiuto in ambito istituzionale ed accademico”.
Quali sono stati gli argomenti centrali della manifestazione?
“ Gli argomenti centrali sono stati: definire il fenomeno da un punto di vista interdisciplinare e di contrasrasto, definire le variabili che possono prevenire la violenza (ad esempio che ruolo ricoprono gli spettatori della violenza e come può essere facilitato l’intervento di aiuto); definire le caratteristiche delle donne vittime della violenza e dei loro partner maltrattanti. Descrivere che cosa può fare una donna vittima di violenza e che cosa può fare l’eventuale rete di supporto (come quella amicale o famigliare) per aiutarla E’ stato proiettato anche un video appositamente creato per sensibilizzare al fenomeno”.
La cittadinanza presente all’evento ha posto quesiti?
“S, la cittadinanza ha posto dei quesiti e anche le studentesse per comprendere meglio che cosa si può fare nel momento in cui ci si trova invischiati in relazioni tossiche”.
Lei, se non ricordo male, insegna all’Università. L’Ateneo che progetti mette in campo per tenere alta l’attenzione verso le problematiche emerse nel convegno?
“L’Università di Macerata oltre ad avere un ruolo centrale nella formazione, sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno nel corso di seminari e lezioni, mette in campo una serie di importanti progettazioni in conreto. Ad esempio abbiamo a disposizione dei nostri studenti e delle nostre studentesse il counseling psicologico, sei incontri orientativi gratuiti per chi necessita di supporto psicologico. Abbiamo un centro di ascolto. Abbiamo istituito un lavoro di rete sul territorio con i centri antiviolenza”.
Quanto è importante il lavoro dell’associazione che ha organizzato tutto questo per tenere alta l’attenzione verso l’argiomento centrale che la manifestazione ha proposto?
“E’ molto importante non considerare fragili queste donne, è molto importante far loro comprendere quando stanno subendo violenza psicologica o fisica, non sempre sono capaci di farlo; è molto importante far comprendere che bisogna denunciare. E’ molto importante far comprendere che non è colpa loro se subiscono violenza, è molto importante far comprendere a queste donne che non sono sole, che i centri antiviolenza offrono aiuto anonimo, un supporto professionale sia dal punto di vista psicologico che legale”.
Vuole aggiungere altro?
“Vorrei aggiungere solamente che bisogna porre attenzione a tutto il contesto che circonda le donne vittime di violenza perché la violenza non è un fatto privato e tutti si debono attivare nel contrastare il fenomeno. Queste occasioni create in sinergia fra l’associazione insieme in sicurezza e l’Università sono molto utili anche per operare un cambio culturale che è alla base del fenomeno. Questo, certamente, richiede un lavoro lungo, faticoso, ma necessario”.
Come già detto, il convegno si è svolto in due parti. Al mattino presso il Dipartimento di Scienze della formazione dei beni cultuali e del turismo dell’Università di Macerata e nel pomeriggio presso la Biblioteca statale di Via Garibaldi, sempre a Macerata. Il convegno al mattino era per gli studenti, mentre al pomeriggio era per il pubblico inteso come cittadinanza e, insieme ai relatori e ai rappresentati dell’associazione Insieme in sicurezza, sono anche intervenute delle autorità. La professoressa Alessandra Fermani insegna psicologia sociale nel Dipartimento di Scienze della formazione dei beni culturali e del turismo, è professoressa ordinario e delegata del Rettore al counseling psicologico.
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