Elezioni comunali di Macerata del 24 e 25 maggio 2026
Parola al sindaco di Macerata in carica e ricandidato del Centrodestra Sandro Parcaroli
Elezioni comunali di Macerata del 24 e 25 maggio 2026. Parola al sindaco in carica e ricandidato del Centrodestra Sandro Parcaroli.
Quali insegnamenti ha avuto da questa prima esperienza di sindaco di Macerata che porterà con sé tutta la vita?
“Fare il sindaco di Macerata è una cosa bellissima perché si è in contatto con le persone. Mi ha insegnato che amministrare una città significa prima di tutto ascoltare. Dietro ogni pratica, ogni problema, ogni scelta, ci sono persone vere, famiglie, attività, storie. E questo cambia profondamente il modo di guardare le cose.
Ho imparato che servono pazienza, equilibrio e capacità di decidere anche nei momenti più difficili, senza inseguire il consenso immediato, ma pensando al bene della città nel lungo periodo. Un sindaco deve avere la forza di assumersi responsabilità, anche quando le decisioni non sono semplici.
Porterò con me per tutta la vita anche il valore del rapporto umano con i cittadini. In questi anni ho incontrato tantissime persone: chi aveva una richiesta, chi una critica, chi un problema, chi semplicemente voleva essere ascoltato.
E ho imparato una cosa fondamentale: una città cresce quando si sente comunità, quando tutti collaborano - istituzioni, associazioni, imprese, scuole e cittadini - per un bene comune”.
Lei ha portato avanti e terminato lavori importanti per la città in questo primo mandato. Che tipo di lavoro ha avuto per intercettare i finanziamenti?
“I soldi non cadono dall’altro come qualcuno lascia intendere. Dietro ogni finanziamento ottenuto non c’è mai fortuna, ma un lavoro costante, tecnico e politico insieme. Abbiamo impostato un metodo molto chiaro: avere progetti pronti, credibili e cantierabili. Oggi i finanziamenti non arrivano a chi semplicemente li chiede, ma a chi dimostra capacità progettuale, tempi certi e una visione concreta della città.
In questi anni il Comune di Macerata ha lavorato molto sulla programmazione. Abbiamo rafforzato il dialogo con ministeri, Regione ed enti sovracomunali, monitorando continuamente bandi e opportunità. Ma soprattutto abbiamo cercato di farci trovare preparati. Quando si aprivano linee di finanziamento, noi avevamo già idee definite, studi, progettazioni e obiettivi chiari.
C’è poi un aspetto fondamentale: la credibilità istituzionale. Un’amministrazione che dimostra serietà, capacità di portare a termine le opere e rispetto degli impegni acquisisce fiducia. Questo aiuta molto nei rapporti con gli enti finanziatori.
I lavori conclusi o avviati in questi anni sono il risultato di una squadra amministrativa e tecnica che ha lavorato con grande continuità, spesso lontano dai riflettori. Intercettare fondi significa passare ore sui dossier, costruire relazioni, confrontarsi con i territori e avere la capacità di immaginare la Macerata dei prossimi dieci o vent’anni, non soltanto rispondere alle esigenze immediate.
Il nostro obiettivo non era inseguire bandi a caso, ma utilizzare ogni opportunità per costruire una città più moderna, funzionale e attrattiva”.
Quanto è stata utile la sua esperienza da imprenditore per portare avanti il lavoro svolto da sindaco di Macerata e per immaginare Macerata nel futuro?
“Fare impresa ti insegna prima di tutto ad assumerti responsabilità, a decidere anche nei momenti difficili e a lavorare guardando agli obiettivi concreti. Questa esperienza mi è stata molto utile nel ruolo di sindaco perché amministrare una città significa gestire risorse, programmare interventi, costruire relazioni e avere una visione chiara del futuro.
Da imprenditore ho imparato che i risultati non arrivano con gli annunci, ma con il lavoro quotidiano, con la capacità di ascoltare le persone e di creare una squadra competente. È lo stesso approccio che ho portato in Comune: pragmatismo, attenzione ai conti, capacità di intercettare opportunità e volontà di trasformare le idee in opere e servizi reali per i cittadini.
Allo stesso tempo, l’esperienza amministrativa mi ha insegnato che una città non è un’azienda.
Credo che oggi Macerata abbia finalmente una direzione chiara: investimenti, infrastrutture, cultura, sport, scuole e qualità della vita. Il mio obiettivo è continuare a costruire una città capace di offrire opportunità ai giovani, servizi efficienti alle famiglie e una prospettiva di crescita per tutto il territorio”.
C'è un progetto che avrebbe voluto portare a termine nel primo mandato, ma non ci e' riuscito?
“Si, ed è il motivo per il quale mi sono ricandidato. Cinque anni possono sembrare tanti ma per portare a termine alcuni lavori serve più tempo. Quindi chiedo ai cittadini di votarmi per un doppio motivo: poter concludere quanto è in corso e avviare le progettualità che abbiamo pensato per il futuro della città”.
Quali sono stati i migliori consigli che lei ha avuto attraverso il confronto con i cittadini e che sono stati utili per portare avanti questo suo primo mandato da sindaco?
“Il confronto con i cittadini è stato, fin dall’inizio, uno degli elementi più preziosi del mandato. I consigli migliori arrivano nelle conversazioni quotidiane, negli incontri pubblici, nelle segnalazioni più semplici, spesso anche nelle critiche.
Una prima indicazione costante è stata quella sulla concretezza: le persone chiedono risposte rapide su ciò che incide davvero sulla vita di tutti i giorni, dalla manutenzione delle strade alla sicurezza, dalla cura del decoro urbano ai servizi di prossimità. Questo ha rafforzato l’idea che l’amministrazione debba essere sempre presente e riconoscibile sul territorio, senza distanze.
Un altro insegnamento importante riguarda la necessità di ascolto vero. Molti cittadini non chiedono solo soluzioni, ma attenzione, tempo, disponibilità a comprendere i problemi prima ancora di intervenire. Per valorizzare maggiormente il dialogo diretto propongo un contatto continuo e costante con i quartieri e le frazioni.
Infine, è emersa con forza una visione condivisa del futuro: Macerata viene percepita come una città con grandi potenzialità, ma che ha bisogno di crederci di più. Da qui l’idea di investire su progettualità di lungo periodo, senza perdere però il legame con le esigenze immediate”.
Su quali progetti si indirizzerà un suo eventuale secondo mandato da sindaco di Macerata?
“Sulla smart city a misura di cittadino. Il nostro capoluogo sarà un laboratorio nazionale di innovazione pubblica e produttiva che pone tra le priorità l’uso intelligente del dato per migliorare la qualità della vita, l’efficienza dei servizi e la competitività del territorio.
Una visione che impatterà sull’intera provincia e che renderà la città più semplice, sicura, sostenibile e attrattiva per giovani, famiglie e imprese. Il fulcro centrale dei prossimi 5 anni è il piano digitale di Macerata, una cabina di regia digitale unica, capace di integrare cartografia, piani urbanistici, reti dei sottoservizi, dati da sensori, telecamere, flotte comunali e segnalazioni dei cittadini in un’unica piattaforma 2D/3D: il gemello digitale della città”.
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