lunedì 15 dicembre 2025

Esempio di artisti umili La passione per la fotografia di Fausta Filipponi

 


Fausta Filipponi è una persona con tante passioni artistiche. Tra queste c’è la fotografia, la pittura e la scrittura. In questa intervista ci racconta queste passioni.

 Quando hai scoperto la passione per la fotografia?

“Mi sono avvicinata alla fotografia da autodidatta. Nel 2008 mio cognato mi regalò una compattina, una Canon PowerShot A460 e da quel momento iniziai a cristallizzare tutto quello che colpiva la mia attenzione. Facendogli poi vedere i miei scatti mi disse che avevo occhio e mi incoraggiò a continuare. Non bastandomi il suo giudizio, provai ad iscrivermi a “Flickr”. Questo sito web è stato una vera e propria palestra in cui ho potuto allargare i miei orizzonti, la mia conoscenza su questa forma d’arte grazie ai consigli e alle impressioni dei partecipanti”.

Quali macchine fotografiche hai utilizzato di più nel passato?

“Dalla compattina Canon sono poi passata ad una Sony DSC-V1 ed alla fine ad una reflex, una Nikon D3000 che sto ancora utilizzando e che mi è stata regalata da mia sorella e mio cognato. A loro vanno i miei ringraziamenti perché hanno fatto nascere in me questa passione e l’hanno nutrita e continuano a sostenermi in questo mio viaggio di crescita fotografica….”

Utilizzi le macchine fotografiche ancora oggi oppure ti sei adeguata ai mezzi tecnologici di oggi?

“Sì certo, continuo ad utilizzare la mia Nikon anche se a volte per alcuni colpi d’occhio o quando non ho con me la mia macchina fotografica, utilizzo il telefonino”.

Quali soggetti fotografi di più?

“Amo fotografare tutto quello che incanta il mio sguardo: una nuvola, un tramonto, uno stormo di storni… Sì, è soprattutto la natura che sollecita il mio sguardo… “.

Quante mostre hai fatto?

“Ho fatto diverse collettive e una mia personale (“Gli occhi da soli non vedono”) a gennaio 2025 presso il Foyer del Politeama di Tolentino”.

Le hai fatte solo a livello locale o nazionale e internazionale?

“Ho partecipato a diverse collettive a Montecassiano, San Severino, Caldarola (Fotoviniamo) e ad alcune mostre nazionali dato che le mie foto erano state selezionate a dei concorsi fotografici”.

Alla fotografia affianchi la scrittura e la pittura o altre arti?

“Sì. ultimamente sto dilettandomi nella pittura e nel disegno oltre che nella scrittura. A tal proposito ho un sogno nel cassetto: vedere pubblicato un mio libro di foto e racconti”.

 Le tue foto sono mai state pubblicate in libri, cataloghi o antologia?

“Ho diverse foto che si sono classificate in concorsi fotografici che poi sono state pubblicate in brochure”.

 L'associazione con cui collabori dimostra apprezzamento per le tue foto?

“Certamente. È stata la Presidente Auser insieme alla Presidente di Amici per ad organizzarmi la mostra a Tolentino. Mi hanno fatto una bella sorpresa”.

Nel 2026 hai intenzione di organizzare tue mostre o di partecipare a mostre fotografie collettive?

“In programma per ora c’è, come ogni anno, la mostra di Fotoviniamo a Caldarola, poi chissà…”.

 Vuoi aggiungere altro?

“Credo che nei nostri scatti dobbiamo sempre cercare di andare oltre in modo che chi vedrà la foto riuscirà a “sentire” l’attimo che ci ha spinto a fare click. La foto ci deve parlare, emozionare…”.

sabato 13 dicembre 2025

Arte Il bilancio delle attività del 2025 per lo scrittore Alessandro Ristori e i progetti del 2026

 



Alessandro Ristori è un poeta e scrittore romano che ha molte attività culturali che segue. Il 2025 per lui è stato pieno di impegni che ci racconta egli stesso.

Il 2025 come è stato per te?

“Ma, il 2025 dal punto di vista artistico è stato un continuo lavoro e ha dato continuità all’anno precedente. Ho finito la stagione a maggio, ho fatto delle cose brevi ma intense in Sicilia e poi ho ricominciato a lavorare per questa stagione. Abbiamo rifatto un’altra volta il cartellone con l’associazione Percorsi delle Muse e abbiamo già fatto delle cose; altre ce ne saranno e, quindi, si continua così fino a che abbiamo la forza di farlo cercheremo di andare avanti insomma. Poi le motivazioni ce le troviamo man mano facendo le cose. Si trovano nuove motivazioni che ti spingono a far sempre meglio quello che starai per fare”.

Il 2025 ti ha regalato il pensionamento dalla scuola, quindi adesso le forze saranno tutte dedicate all’arte?

“Si, non voglio diventare però servo dell’arte ne servo di me stesso. Nel senso che cerco anche di prendermi delle pause che prima non mi potevo prendere il lavoro era obbligatorio.  Il resto, l’arte, era un qualcosa in più; adesso l’arte è diventata obbligatoria per me perché ne ho bisogno. Ne ho bisogno come persona però poi cerco anche di dedicare il mio tempo magari ad andare a fare una bella passeggiata o andare a vedere una bella città, essere disponibile un po' di più per i miei figli. Ecco son tutte cose che magari, ecco, ti ricaricano le pile e, quindi, poi, quando mi rimetto a scrivere, a pensare a degli spettacoli o a provarli prima di andare in scena sono sicuramente, forse anche un po' più presente a me stesso che non nelle ultime volte proprio perché non avendo più un rapporto di lavoro tutti i giorni con una situazione ben precisa, è chiaro che tutte le cose non dico che sono più semplici assolutamente no, però le affronti in maniera diversa. Diciamo con il pieno di benzina in macchina, ecco”.

Le tue attività di volontariato come stanno andando?

“Ma, sono cose diverse. Diciamo che se lo pensiamo poi viene come la rinascita una persona che per altro, non era mai morta ma. Comunque, sto dando, sto offrendo, una giornata della mia settimana a persone che  ce ne hanno bisogno. E, quindi, presto volontariato all’interno di un’azienda ospedaliera e diciamo che tra il dare e il ricevere siamo in perfetta parità fino adesso. Quindi lo faccio con voglia infinita e con gioia”.

Intanto, tornando all’arte di recente, sei stato protagonista della mostra di un tuo vecchio collega: Massimo Emiliani. Come mai? C’è un’intesa ancora più forte tra te e Massimo Emiliani da artista e da vecchio collega.

“Ah hai saputo pure te della proposta? Si hanno organizzato questo bell’evento nel Comune di Fonte Nuova e si è voluta dare una sinergia tra pittura e parola. E questo secondo me, è importante. Rendere partecipe il pubblico, fare sintesi ciascuno dentro di se ed è bello questo no? Insomma c’era il sindaco, c’erano i vari assessori, poi ognuno ha fatto il suo ruolo. C’erano dei critici d’arte che, naturalmente, hanno parlato nello specifico dei quadri di Massimo Emiliani. Io nei quadri di Massimo Emiliani ho trovato l’aggancio per fare un discorso di letteratura, per fare un discorso, diciamo di arte quell’arte utilizza, appunto, gli strumenti che io più utilizzo che non sono certo il pennello e, quindi, su quello non ho detto niente. Però, insomma, ho trovato parole giuste che ho messo dentro un percorso letterario e, quindi, nei due interventi che ho fatto ho cercato di dare una mano a Massimo per metterlo in mostra e in luce sotto un altro punto di vista”.

Intanto nella tua vecchia scuola ci tornerai tra qualche giorno a dare uno spettacolo. Che spettacolo sarà?

“Sarà la rivisitazione di uno spettacolo, perché poi il modo come costruisco gli spettacoli siccome sono tutti ad incastro, io ho la possibilità a seconda della situazione che mi ospita, a seconda delle persone che ho a disposizione per fare, appunto, lo spettacolo è possibile costruirlo in modo diverso. Per il tempo che ho e per la struttura che mi ospita ho rielaborato questo spettacolo sulla parola, sul valore della parola, patendo dall’isolamento di un emoticon alla bellezza della parola e questa per me è una cosa importante; andare a parlare della parola all’interno di una scuola che viaggia sulle parole, che insegna a parlare alla gente e a riflettere sulle cose che si dicono, anche quelle che non si dicono o che si dovrebbero dire. E poi, se questo ingresso, è la tua scuola e lo è stata per trent’anni è ancora più stimolante perché regali qualcosa ad un pubblico che fino a quattro-cinque mesi fa erano tutti i tuoi colleghi insomma, chi più chi meno”.

Con quali progetti partirà il 2026?

“Guarda, il 2026 a gennaio partirà con uno spettacolo che io ho finito di scrivere circa un mese fa. Tra un po' cominceremo a fare le prove e sarà uno spettacolo sui diritti civili e il titolo è: “No” punto esclamativo. Perché ogni diritto civile che è stato conquistato è partito da una rottura con il passato e, quindi c’è stato un no molto chiaro, bello, pulito, ma determinato e forte che ha dato proprio il titolo a questo spettacolo: No punto esclamativo”. I no che poi hanno fatto crescere la storia, hanno fatto crescere tutti quanti. E, quindi, questo spettacolo sarà proprio su questo. Sono cooprotagonista, ma non sarò sul palco perché farò la regia di due attori: un’attrice e un attore che porteranno in scena quattro monologhi scritti due da me e due da una drammaturga molto brava. E, quindi, loro si esibiranno in questi quattro monologhi. Due li reciteranno insieme uomo donna uomo donna e poi uno l’attrice e un monologo lui. Quindi sto già lavorando per capire come si può fare una regia insomma che mischi un po' le carte non renda pesante tutta quanta la serata e poi vediamo che cosa ne viene fuori; poi continuo a scrivere. Ho finito, praticamente ho quasi finito, un altro lavoro che se tutto va bene insomma, ci saranno delle buone probabilità che sia portato da un regista che conosco e da due attori che conosco in teatro proprio a Roma. Però, insomma, di questo poi   ne parleremo nella stagione 2026-2027; adesso vediamo. Insomma di progetti ce ne stanno parecchi, poi ci sarà sempre un impegno in Sicilia perché ha fatto piacere che io facessi questo spettacolo giù. Insomma ho fatto uno spettacolo con il primo violoncello del teatro di Palermo ed era presente pure un altro strumentista di questa orchestra del teatro Massimo di Palermo contrabbassista. Gli è piaciuto molto, anche la location e ha detto di fare qualcosa insieme anche il prossimo anno. Quindi, probabilmente, mi divertirò pure con la camicia scalzo un’altra volta come quest’anno che è passato. Insomma un po' di cose da fare ci sono. Poi, anche quando non ci sono, io non sto mai fermo perché, comunque, per costruire uno spettacolo devi scriverlo, devi leggere, devi consultare tante cose, prendere un sacco di appunti, poi piano piano li riassembli. E. quindi, non sto mai senza far niente; c’è sempre da fare”.

 

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venerdì 12 dicembre 2025

Gabriella Gianfagna una cantante, pianista e direttrice di cori che non si ferma mai


Gabriella Gianfagna è una cantante lirica, pianista e direttrice dei cori degli “Angelicus Concentus” e dei “Mirabilis Concentus”. In questa intervista ci racconta queste sue esperienze artistiche.

“Per quanto riguarda i miei studi musicali -spiega il Maestro Gianfagna-  io mi sono prima laureata in pianoforte, poi mi sono laureata in canto e poi, ho fatto degli stage in direzione d’orchestra. Diciamo che questi studi mi hanno permesso di dirigere le mie corali e di dirigere il gruppo orchestrale. Il percorso come pianista è stato molto bello, ma anche molto duro; il pianoforte è veramente un impegno enorme. Naturalmente avendo alle spalle una preparazione pianistica, il percorso della laurea in canto è stato sicuramente più sereno Devo dire che entrambe queste discipline mi hanno dato moltissimo e mi hanno permesso di formare i cori. I due cori sono dunque: il coro dei Mirabilis è nato proprio con me quando io insegnavo in Accademia Musicale The Intenational Music Istitute e questo coro dei Mirabilis Concentus all’inizio erano tutti ragazzi; alcuni erano miei allievi. Poi, con il tempo, tutti questi ragazzi sono diventati professionisti: chi ingegnere, chi chimico eccetera eccetera. Quindi è stato molto bello vederli crescere travirgolette. E, adesso, sono papà di famiglia e grandi professionisti; però l’amore per la musica è rimasto sempre quello nel corso degli anni. All’inizio facevano soltanto brani a capella poi dopo, successivamente, abbiamo avuto la possibilità di avere dei pianisti che ci hanno accompagnato e poi abbiamo messo su questo ensemble strumentale con colleghi che oramai conosco da anni. Se pensi che il primo violino per me è come un fratello; io sono stata testimone di nozze di Luca Cireddu che oramai è la nostra spalla storica. Oltretutto sono anche la madrina della mia spalla NEL coro Mirabilis Concentus, la madrina del bambino di Marco Marzili che è una colonna fondamentale del nostro coro; oltrechè arrangiatore e voce solista. Quindi diciamo che l’esperienza corale è stata bellissima, è bellissima anche se molto faticosa. Per quanto riguarda invece gli Angelicus Concentus; allora si può dire che questo coro che è quasi completamente cambiato nella sua formazione, ha avuto origine nella Banca del Tempo che è un’Istituzione di Roma Capitale. E’ nato lì e poi nel corso degli anni, c’è stata un’evoluzione sia per quanto riguarda il repertorio, sia per quanto riguarda le persone. Gli Angelicus fanno un repertorio soprattutto lirico, mentre i Mirabilis spaziano anche in altri campi. Anche con gli Angelicus è stata una bellissima esperienza ed è tutt’ora una bellissima esperienza. Diciamo che questi due cori, oltre ad una gratificazione artistica, mi danno anche una risposta umana enorme. Perché c’è veramente un bel rapporto di grande amicizia e di grande affetto che è fondamentale per poter lavorare insieme. Io sostengo sempre che il coro per me è stato veramente un punto fondamentale della mia vita, perché mentre prima io ero una pianista anche triste diciamo. Nel senso che suonavo, studiavo sempre da sola nella mia stanza, qualche volta qualche duetto. Quando ho iniziato prima a cantare nei cori e poi, successivamente, ho fondato i cori e li ho diretti, ho capito la bellezza della musica d’insieme. Sono diventata una musicista felice; perché c’è un lavoro di equipe, un lavoro di squadra che è bellissimo portarlo avanti con tutti quanti; anche se è estremamente faticoso. Allora le gioie sono: tutti i bambini che sono nati nel corso degli anni; quindi anche quando sono nate le mie figlie, tutti i coristi hanno partecipato, hanno gioito con me. Stessa cosa quando nasce un bambino, una bambina, si convola a nozze, qualche corista convola a nozze. Quindi si partecipa a questi eventi importanti della vita, anche quando alcuni coristi hanno conseguito le lauree, eccetera eccetera. Quindi, diciamo, che cerchiamo di condividere questi bei momenti e di viverli insieme. Purtroppo anche momenti di grande dolore. Noi l’anno scorso abbiamo perso un corista al quale eravamo tutti molto affezionati e anche in passato ci sono state delle perdite. Quindi, anche quando io ho avuto un lutto, i miei cori hanno sempre partecipato al dolore di chi lo viveva e sono sempre stati molto stretti e ci siamo sempre stretti intorno alla persona che, provava e che subiva un lutto; lo posso testimoniare quando è successo per mia mamma, per mio papà, sono mi sono stati tutti quanti molto molto vicini. Partecipiamo alle esequie e alle cerimonie funebri proprio per dare un messaggio di solidarietà, vicinanza, ecco. Quindi diciamo che è veramente una grande famiglia, una famiglia allargata ed è questo che è fondamentale. Poi il risultato artistico è sicuramente importante. Ma prima c’è un rapporto umano di base che è molto molto bello   molto importante. Per quanto riguarda gli altri impeghi eh si. Diciamo che portate avanti tutto: le prove, i concerti e c’è tutta una preparazione dietro, perché io debbo curare il repertorio, fare gli arrangiamenti, anche se ho molto aiuto questo è vero, ma comunque, la responsabilità maggiore e mia. Quindi curare le parti per l’orchestra, oltrechè le parti corali eccetera è veramente molto faticoso e conciliare il tutto con una famiglia, con due ragazze le mie figlie, adolescenti, con il lavoro al Dipartimento Scuola; io mi occupo di procedimenti esecutivi, di diritto del lavoro eccetera eccetera, il mio ufficio si chiama studio della normativa. Quindi diciamo che è tutto un altro campo e poiché io ho proseguito anche gli studi giuridici e, per un periodo di tempo, ho esercitato la professione forense. Poi ho vinto il concorso al Dipartimento Scuola di Roma Capitale e, quindi, faccio questo lavoro che mi piace molto e allora, conciliare il tutto non è semplice. E’ come se vivessi un po' due vite. Quindi la mattina fino a pomeriggio inoltrato studio il diritto delle norme della normativa e poi la sera, cambio vestito e divento una musicista. Spero una musicista completa; questo lo lascio giudicare ai miei coristi. Quindi diciamo che sembra un po' una doppia vita, ecco e non è facile conciliare il tutto. Anche perché mio marito è un musicista, insegna al conservatorio. Quindi fa tanti concerti e conciliare il tutto non è semplice. Però, diciamo, che questa vita così attiva ci mantiene giovani. Il fatto di avere un marito che svolge una professione quale è quella del Direttore d’Orchestra, del musicista, è fondamentale perché parliamo lo stesso linguaggio e non mi ha mai posto dei limiti come io non li ho posti a lui. Questa è stata la nostra carta vincente e, anche in passato, abbiamo fatto delle cose insieme con la sua orchestra di fiati e i miei cori. Quindi questa è stata la cosa veramente fondamentale per questo per questo percorso che stiamo portando avanti, per questi obiettivi che cerchiamo di raggiungere. Diciamo che fondamentale è la collaborazione con tutti i coristi, ma in particolar modo con alcuni che sono un po' le mie spalle che mi aiutano a portare avanti questo percorso, questo progetto, ecco. E’ fondamentale la collaborazione, è veramente un lavoro di squadra. Questo è importantissimo perché da sola non potrei fare nulla. Infatti sono molo grata a tutti i miei collaboratori. Non li nomino quanti, perché potrei dimenticarne qualcuno involontariamente. Diciamo tutti i miei collaboratori che sono tutti quanti preziosi, tutti. Ma sono preziosi tutti i coristi perché debbo dire che c’è una bella risposta da parte di tutti i coristi. Per quanto riguarda esperienze internazionali, noi abbiamo avuto degli scambi con alcuni cori. Ricordo in passato, cito soltanto questa esperienza, con un coro ungherese, con una formazione di ballerini ungheresi. E poi, recentemente, un scambio, un gemellaggio, con un coro coreano; bravissimi, veramente molto molto bravi. Quindi, diciamo, che queste sono le nostre esperienze. Abbiamo avuto degli inviti ad andare fuori e noi, sicuramente, faremo anche questa esperienza al di fuori dell’Italia. Esperienze nazionali si assolutamente. Siamo andati anche in Alto Adige, siamo andati in Umbria. Abbiamo fatto dei bellissimi concerti nel santuario della Spoliazione ad Assisi e abbiamo varie esperienze; abbiamo fatto concerti per Annesty International, abbiamo fatto concerti per l’Unitalsi, per varie formazioni. Collaboriamo con delle associazioni come l’Antares, per l’associazione Peter Pan, ne cito giusto qualcuna; varie esperienze bellissime con queste grandi istituzioni. Sempre concerti di beneficenza, perché ciò che anima i nostri cori è lo spirito di volontariato; noi facciamo tutto per beneficenza. Non riceviamo nessun tipo di compenso ed eventualmente, le poche volte che abbiamo avuto dei rimborsi, sono andati ai musicisti che spesso vengono da fuori Roma per suonare. E, quindi, diciamo che non c’è proprio nessun tipo di guadagno, di speculazione, tutto molto trasparente. Questa è la nostra carta vincente, perché lo spirito di volontariato ci fa proseguire serenamente in questo percorso e nella realizzazione di questo progetto. Gli eventi che mi hanno dato più soddisfazione, oddio ce ne sono stati tantissimi. Ci vorrebbero non so quante pagine per elencare tutti gli eventi belli che mi hanno dato gioia, che mi hanno gratificato. Diciamo che la gioia più grande che noi proviamo ogni anno è che oramai sono più di vent’anni che noi collaboriamo con l’associazione Antares che fa capo Tirelli. Lui è il Presidente di questa associazione. La collaborazione è con l’ospedale Regina Margherita ed è per la ricerca contro il cancro e il professor Tirelli che è una persona squisita, una persona splendida, ha dedicato tutta la propria vita ad aiutare le persone che sono colpite da questo brutto male. E noi ogni anno facciamo un concerto per una raccolta di fondi che va a favore della Antares. E partecipare a questa cosa ci riempie veramente di gioia. Ci sentiamo utili, ci sentiamo di supporto a questa associazione e questo, diciamo è uno degli eventi più belli a cui partecipiamo oramai da più di vent’anni e in cui diciamo, riusciamo a realizzare   una certa somma che va sempre a favore di questa associazione. Nel pubblico vengono spesso e volentieri persone che sono ex malati oncologici che danno la loro testimonianza durante questi concerti. E’ veramente molto commovente, ecco. Poi altre soddisfazioni quando riesco a fare un brano estremamente difficile e i miei coristi dicono: no Gabriella è troppo difficile. Poi, puntualmente, riesco sempre a realizzare questo brano. Quindi, diciamo, che sposto l’asticella sempre in avanti. Sempre brani più difficili, più completi, più belli. Ma questo con il lavoro di tutti, ecco. Con questo lavoro di squadra”.

 

Il 2025 per Gabriella Gianfagna e i suoi cori è stato un anno pieno di attività e di nuovi ingressi, tra cui quello della pianista Tatiana Chiarini nel coro dei Mirabilis Concentus. I concerti dei due cori andranno avanti fino a dopo natale, poi le attività riprendono nel 2026. Il prossimo concerto dei cori diretti dal Maestro Gabriella Gianfagna si svolgerà a Roma nella chiesa Gesù e Maria in via Del Corso 45; il concerto inizierà alle ore 19,30.

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