Gianfranco Del Fabbro un artista a tutto tondo
Cantante, poeta, chitarrista e scrittore
Gianfranco Del Fabbro è un cantante, chitarrista per passione ed ora anche scrittore. Infatti sta lavorando ad un libro sulla storia delle sue origini e della terra in cui è nato. Ce ne parla lui Stesso. Gianfranco Del Fabbro, come accennato sopra, ha tanta passione per la musica ed infatti fa parte del coro dei Mirabilis Concentus di Roma diretto dal Maestro Gabriella Gianfagna e di cui è pianista il Maestro Tatiana Chiarini. Il Maestro Gabriella Gianfagna dirige anche il coro degli Angelicus Concentus di cui è pianista il Maestro Ombretta Barbiero.
Quando hai scoperto la tua passione per la musica?
“Avevo circa 6 anni. Era la notte di San Lorenzo e mio padre aveva portato una damigiana di vino da Roma per il coro del suo paese di origine, Forni Avoltri, in mezzo alle cime più alte della Carnia . Mentre i grandi cantavano noi piccoli inseguivamo le lucciole piccole stelle lampeggianti. Nel cielo stelle a non finire. Quella musica mi è entrata nel cuore. In quel piccolo paese tutti cantano per antichissime origini. È certamente notato chi non canta...”.
Quando sei entrato a far parte dei Mirabilis Concentus?
“Era il 2004 ed una cara amica mi invitò ad un concerto dei Mirabilis. Risultato: tutta la mia famiglia iniziò a cantare : io tenore mia moglie contralto mia figlia soprano e mio figlio basso . Ora i figli hanno altri impegni familiari ma non dimenticano quei tempi felici. Io e mia moglie continuiamo...”.
Chi è stato o chi è attualmente il tuo maestro di canto?
“Gabriella con la sua passione ci porta sempre avanti”!!
La musica, la poesia e letteratura, fanno parte del tuo lavoro quotidiano?
“Oggi posso fare un bilancio. Ho due origini montanare: dal Friuli/Carnia ho ricevuto la musica. Da quella laziale abruzzese il gusto per la satira, per la poesia d'occasione . Oggi ho capito che devo approfondire la grande storia della mia gente e scrivo per colmare un debito di riconoscenza verso i miei antenati”.
Sei anche strumentista oltreché cantante?
“Ho da sempre suonato la chitarra "ad orecchio" . Per i miei 70 anni i figli mi hanno regalato un corso di chitarra. Sono rimasto folgorato. Ora con il mio maestro viaggio dal rock a Bach e trascrivo e arrangio antiche litanie Carinziane”.
puoi dirci l'argomento che tratterai nel nuovo libro a cui stai lavorando e perché hai deciso di scriverlo?
“L'argomento è verticale e orizzontale. Verticale alla ricerca delle antiche origini che spiegano perché sono fatto proprio così . Orizzontale perché quello che accadeva entrava nella vita degli antenati. Ti faccio un esempio: per la mia metà friulana carnica gli ascendenti costituivano parentele sovrapposte. Ciò permetteva di coesistere e generare la grande cultura alpina : canto , istruzione, condivisione, aiuto reciproco ecc.ecc. Ho un debito verso questi antenati silenziosi”.
Lo pubblicherai in proprio o con una casa editrice? E lo pubblicherai sia in forma cartacea, sia in quella elettronica?
“Non ho ancora pensato”.
A che tipo di lettore si rivolge il tuo libro?
“Ognuno ha tanta storia diceva una meravigliosa canzone di Gabriella Ferri. Mi rivolgo a quelli come me che sperano la nostra cultura non finisca... "come un vecchio ritornello che nessuno canta più ".
Lo tradurresti in altre lingue?
“Lo tradurrei in Cjarniel ... la lingua degli antenati Carnici. Come diceva Pasolini: una lingua mancata... e poi non so...”.
Come si unisce la tua passione per la musica con i libri?
“Penso di aver risposto: doppia origine. La musica popolare della Carnia ha il ritmo del lavoro per cui, ad esempio, si sposa con il movimento del falciare con il canto scherzoso. Si componevano canzoni e si cantava insieme”.
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